Visco sprona Renzi: "E' l'ora delle riforme"
Gli 80 euro di Renzi sono un buon punto di partenza, "ma servono riforme strutturali chiare e credibili". Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, incalza il governo sulle riforme, unica via per la ripresa economica, che non sarà comunque "nè breve, nè facile" e detta la ricetta: "Aumenti di produttività e crescita dell'occupazione si potranno verificare se si riprende la domanda interna. E per realizzare ciò è necessario un'aumento degli investimenti fissi, che sono la cerniera tra domanda e offerta".
21 AGO 20

Gli 80 euro di Renzi sono un buon punto di partenza, "ma servono riforme strutturali chiare e credibili". Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, incalza il governo sulle riforme, unica via per la ripresa economica, che non sarà comunque "nè breve, nè facile" e detta la ricetta: "Aumenti di produttività e crescita dell'occupazione si potranno verificare se si riprende la domanda interna. E per realizzare ciò è necessario un'aumento degli investimenti fissi, che sono la cerniera tra domanda e offerta". Visco punzecchia, poi rassicura parzialmente, sottolineando come il paese non sia alla deriva, nonostante le forti difficoltà: "lo dimostrano il rendimento dei Buoni del Tesoro decennale", ricorda il governatore all'Assemblea dei Partecipanti, "sceso al 3 per cento, meno della metà del picco di novembre del 2011", e il conseguente calo dello spread ("il differenziale con i titoli tedeschi è ora intorno ai 160 punti base; aveva toccato 550 punti nel novembre del 2011, era ancora di 470 punti nel luglio 2012").
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L'azione di consolidamento dei conti pubblici è stata efficace, anche se ha avuto il suo prezzo: "I costi congiunti della recessione e di politiche di bilancio restrittive sono stati elevati. Lo stato dell'economia resta fragile, in particolare nel mercato del lavoro". "Misure di politica economica che agiscono sia dal lato della domanda sia da quello dell'offerta, in un quadro organico e coerente, possono sostenere l'attività economica nel breve termine e dare forza al progetto riformatore", sottolinea Visco. "Se vasto, incisivo, e credibile - evidenzia - quest'ultimo può cambiare il corso delle aspettative, rafforzando la dinamica degli investimenti, dell'occupazione e dei consumi". Favorire la crescita risulta necessario non solo per ridurre il debito, ma anche per far crescere l'occupazione: in cinque anni si sono persi un milione di occupati, il tasso di disoccupazione è raddoppiato. "L'offerta di posti di lavoro tornerà a salire solo lentamente, di norma la prima variabile a reagire all'incremento della produzione è il numero di ore lavorate per addetto". Eppure bisogna agire subito, sollecita Visco, per evitare che "un ulteriore aumento della durata della disoccupazione intacchi le abilità e competenze individuali e le allontani da quelle richieste dalle imprese".